Incrementare l'uso delle applicazioni delle Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione (TIC) per migliorare lo studio e la diagnosi precoce delle malattie auto-immuni (MAI), come il diabete mellito, la celiachia, la sclerosi multipla e l'ipotiroidismo.

àˆ questo il principale obiettivo del progetto strategico A.I.D.A. (Auto-Immunité: Diagnostic Assisté par ordinateur), finanziato nell'ambito del Programma ENPI di cooperazione transfrontaliera Italia-Tunisia 2007-2013 e presentato martedì 05 marzo 2013 nella Sala delle Capriate di Palazzo Steri a Palermo.

All'evento hanno preso parte, fra gli altri, Antonio Piceno, in qualità  di Autorità  di Gestione Congiunta del Programma Italia-Tunisia, Giada Li Calzi, ufficio di diretta collaborazione dell'Assessore regionale alla Salute, Roberto Lagalla, rettore dell'Università  degli studi di Palermo, Farhat Ben Sohis, console tunisino a Palermo, Nabil Ben Salah, direttore generale del Ministero della Sanità  tunisino, Giuseppe Raso, coordinatore del progetto, (ordinario di Fisica applicata all'Università  di Palermo) e Hechmi Louzir, direttore dell'Istituto Pasteur di Tunisi.

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Capofila del progetto è l'Università  di Palermo-Polo didattico di Agrigento, che opera in partenariato con l'Assessorato Regionale alla Sanità , l'ASP di Trapani e la provincia di Agrigento. Dal lato tunisino, invece, altri partner sono l'Istituto Pasteur di Tunisi, l'Ospedale Charles Nicolle di Tunisi, l'Università  EL MANAR di Tunisi e il Ministero della Salute della Tunisia. Il progetto, sostenuto da un finanziamento di circa 1.700.000,00 euro, mira al miglioramento della diagnosi delle MAI realizzata tramite la tecnica dell'immunofluorescenza indiretta (IFI), grazie all'installazione e alla validazione di un sistema informatico di acquisizioni di immagini e di trattamento di dati. Si prevede, infatti, l'installazione di sistemi informatizzati per il supporto del test IFI in alcuni ospedali della Sicilia e della Tunisia. «La base del progetto - ha spiegato il coordinatore, il professore Giuseppe Raso - e' la creazione di un grande database composto da immagini e dati del test IFI. L'applicazione di software permetterà , infatti, di supportare le diagnosi dei medici. I fattori di rischio delle malattie autoimmuni - ha aggiunto il coordinatore - sono a volte genetici e a volte ambientali. Lavorare con popolazioni vicine sul piano genetico e per condizioni climatiche, ma differenti sul piano delle abitudini alimentari e culturali, ci consentirà  di fare delle analisi comparative. Il ruolo dell'Università ' di Palermo - ha concluso Raso - e' fondamentale grazie ad una ricerca avanzata che ha permesso la costituzione di uno Spin-off, un'azienda all'interno del dipartimento di Fisica e chimica nata per il trasferimento di tecnologie e per fornire supporto tecnologico, fisico ed informatico alla medicina». Destinatari del progetto, della durata di 30 mesi, sono la popolazione, i medici - che attraverso corsi di formazione saranno pronti a utilizzare i sistemi di diagnostica per immagini - il servizio sanitario e i poli tecnologici della Tunisia.

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