Si sono concluse le realizzazioni dei cinque itinerari culturali subacquei previsti nell'ambito del progetto CUL.TUR.A.S. - CULtura e TURismo Attivo e Sostenibile.

Il progetto, che vuole identificare nuovi modelli per la valorizzazione del patrimonio archeologico attraverso la sperimentazione di un progetto-pilota che coinvolge lo sviluppo e la fruizione del patrimonio culturale, prevede interventi su due segmenti specifici del turismo: la subacquea e il ciclo-turismo. Gli obiettivi sono la creazione di nuovi itinerari archeologici subacquei e di percorsi ciclabili in Sicilia e in Tunisia, l'aumento del livello di conoscenza degli operatori locali e della sensibilità  della popolazione sulla protezione dei siti archeologici, il rafforzamento della cooperazione e sinergia tra i partner locali e transfrontalieri.

Gli itinerari previsti nei fondali siciliani sono stati ultimati negli ultimi giorni e sono già  visitabili. Si tratta del "Relitto delle Macine" e del sito "Anfore" a San Vito Lo Capo in provincia di Trapani. Sempre a San Vito Lo Capo è stato completato l'itinerario che prevede la visita di un relitto moderno ma di grande suggestione: il Kent o relitto dei Corani. Gli altri itinerari previsti dal progetto e già  fruibili si trovano a Pantelleria, in località  Tracino e a Marsala, nello specchio di mare antistante Capo Boeo.

I partner coinvolti nel Progetto sono la Soprintendenza del Mare - Dipartimento dei Beni culturali e dell'Identità  siciliana come capofila, il Dipartimento Regionale del Turismo della Regione Siciliana, la Provincia Regionale di Trapani, l'Ufficio Nazionale del Turismo Tunisino e l'Istituto Nazionale del Patrimonio tunisino (INP).

I siti subacquei individuati in Tunisia si trovano nelle località  di Kerkouane, Pilau e Tabarka; i subacquei della Soprintendenza del Mare hanno effettuato le ricerche e identificato i siti in Tunisia lo scorso mese di novembre dove a breve i partner tunisini realizzeranno i percorsi visitabili dai turisti subacquei.

Nello specifico gli itinerari realizzati a San Vito Lo Capo vedono un sito alla profondità  di circa 18 metri con la presenza di uno grossa quantità  di macine complete databili dal VII sec. a.C. al IV sec. d.C., un'ancora bizantina in ferro, una grossa ancora in pietra e alcune anfore. Nel secondo sito, ad una profondità  di 20 metri, vi è una grossa concentrazione di anfore di varie epoche: dal III sec. a.C. ad anfore medievali databili al XII sec. d.C.

In tutti gli itinerari sono stati posti in prossimità  dei reperti cartellini impermeabili in maniera da poter dare ai subacquei che visitano l'itinerario la possibilità  di identificare il reperto con data, provenienza e utilizzo del reperto stesso. In superficie, in prossimità  del sito subacqueo, è stata posta una boa identificativa dell'itinerario che consente anche l'ormeggio delle imbarcazioni autorizzate alla visita. Questi itinerari così come gli altri 11 realizzati dalla Soprintendenza del Mare in tutta la Sicilia, possono essere visitati da subacquei in possesso di brevetto sportivo accompagnati dai diving center autorizzati.

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